La danza, Tersicore adorata

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La danza, Tersicore adorata

Una vita al servizio dell’arte

È attraverso gli incontri con i grandi protagonisti che Vittoria Ottolenghi racconta la sua vita al servizio della danza. Un’autobiografia speciale, uscita nel 2008 ma sempre attuale

Articolo inviato da: Redazione il 01/09/2017 - 16:07

È un’autobiografia molto particolare quella che Vittoria Ottolenghi – giornalista e critica di danza tra le più autorevoli in Italia – regala ai suoi lettori. Non semplicemente un insieme di date e fatti salienti, quanto piuttosto una raccolta di “incontri”: quelli con i maestri e professori che le hanno indicato la via e il metodo, quelli con i compagni del Partito Comunista, quelli con le personalità di spicco della cultura italiana, quelli con i grandi protagonisti della danza del Novecento.

«La danza mi è caduta nel piatto», amava ripetere Vittoria Ottolenghi rivendicando con non poco orgoglio quel suo non essere ballerina mancata e – proprio per questo – critica onesta e rispettosa. Il suo è stato un avvicinamento casuale alla danza ma, dal primo e quasi fatale colloquio con il coreografo britannico Anton Dolin, Tersicore l’ha pian piano conquistata: da allora, la passione non l’ha più lasciata, una passione che l’ha portata a combattere perché quest’arte fosse riconosciuta dal pubblico e dall’intellighenzia (al pari del teatro e della lirica) e che le ha fatto stringere amicizie sincere con tanti danzatori. Rudolf Nureyev, Maurice Béjart, Margot Fonteyn, Moses Pendelton, Vladimir Derevianko, Maya Plisstskaya sono solo alcuni dei personaggi che – attraverso il suo ricordo – incontriamo in queste pagine, curate dall’amica e giornalista Rita Tripodi.

Un libro prezioso, per omaggiare una vita spesa al servizio della danza. Perché è soprattutto grazie a Vittoria Ottolenghi se il balletto oggi riempie i teatri al pari – e forse più – dell’opera e della lirica e se le nuove generazioni che non hanno avuto la fortuna di ammirare dal vivo artisti come Nureyev e la Fonteyn possono rivivere la magia della loro danza attraverso la sua testimonianza.

 

Vittoria Ottolenghi (1924-2012) ha collaborato come critica di danza per importanti testate quali Paese Sera, Il Mattino, Il Resto del Carlino, L’Espresso. Ha redatto la sezione “danza e teatro musicale” dell’Enciclopedia dello Spettacolo di Silvio D’Amico ed è stata l’ideatrice di Maratona d’Estate, un programma dedicato alla danza andato in onda su Rai Uno per più di vent’anni.

La danza, Tersicore adorata
Vittoria Ottolenghi
Excelsior 1881 – 19,50 euro