Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko

BOLSHOI BALLET ACADEMY
  • Nicoletta Manni è Marguerite ne La Dame aux camélias © Brescia e Amisano / Teatro alla Scala
    Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko ne La Dame aux camélias © Brescia e Amisano / Teatro alla Scala
  • Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko ne La Dame aux camélias © Brescia e Amisano / Teatro alla Scala
    Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko ne La Dame aux camélias © Brescia e Amisano / Teatro alla Scala

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko

Protagonisti sinceri e appassionati nella “Dama”

I due giovani danzatori del Teatro alla Scala hanno affrontato a cuore aperto il capolavoro di John Neumeier, La Dame aux camélias, titolo che scava nell’interiorità dei protagonisti

Articolo inviato da: Elisabetta il 08/01/2018 - 18:00

Proseguono, fino al 13 gennaio, le recite de La Dame aux camélias al Teatro alla Scala di Milano. Ispirato al romanzo di Alexandre Dumas figlio, il capolavoro di John Neumeier è costruito come un lungo flashback, durante il quale il giovane Armand Duval ripercorre la tormentata storia con la bella Marguerite Gautier. La vicenda dei due innamorati sembra ricalcare quella di Manon Lescaut e Des Grieux: in una sorta di “teatro nel teatro”, il coreografo sceglie di far incontrare Armand e Marguerite proprio a una rappresentazione del celebre balletto. Da quel momento Manon e Des Grieux diventeranno lo specchio dei due protagonisti, sottolineando – in un crudele parallelismo che percorre i tre atti de La Dame – i momenti più significativi della vicenda.

Accanto alla coppia Roberto Bolle e Svetlana Zakharova, per la prima volta interprete di Marguerite al Teatro alla Scala, La Dame aux camélias ha offerto l’occasione ai giovani danzatori scaligeri di affrontare il difficile titolo di Neumeier. Nel ruolo di Armand, infatti, hanno debuttato Claudio Coviello, che ha danzato accanto a Emanuela Montanari, e Timofej Adrijashenko, affiancato da Nicoletta Manni, anche lei al debutto.

Proprio Nicoletta Manni e Timofej Adrijashenko hanno regalato al pubblico un’interpretazione intensa e appassionata, affrontando con rigore tecnico e forza espressiva i lunghi passi a due cesellati da Neumeier sulle note di Chopin. Spavalda e seduttiva nel primo atto, seppur consapevole della malattia, la Marguerite di Nicoletta Manni si abbandona, quasi contro la sua volontà, alla passione travolgente per Armand. Saranno proprio la visione di Manon e la promessa fatta al padre di Armand di interrompere la relazione con il figlio a darle la forza di abbandonare l’amato. Timofej Adrijashenko è un Armand capace, allo stesso tempo, di provare l’amore più autentico e il disprezzo più cinico – quando umilia Marguerite corteggiando la bella Olympia o pagandola per i suoi servigi. Una prova di grande maturità artistica che culmina nella scena finale: Marguerite muore abbandonata da tutti, perfino da Armand che, solo a distanza di anni, leggendo il diario dell’amata, si rende di conto di quanto il suo amore fosse stato autentico.

Ottima la prova di Denise Gazzo e Nicola Del Freo, interpreti di Manon e Des Grieux. Nei ruoli di Prudence e Gaston Rieux si sono distinti Martina Arduino e Christian Fagetti, applauditissimi dal pubblico. Salutati con un grande applauso anche Theodor Guschlbauer, sul podio, Roberto Cominati e Marcelo Spaccarotella al pianoforte e tutta l’Orchestra del Teatro alla Scala.

Ultime due repliche il 10 e il 13 gennaio alle ore 20.00 con Roberto Bolle e Svetlana Zakharova.