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Prix de Lausanne 2018

Al via la 46esima edizione

Dal 28 gennaio al 4 febbraio, Losanna torna a ospitare il concorso internazionale dedicato ai giovani talenti della danza. Tre gli italiani presenti

23 Gen
2018
11:00
  • Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
    Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
  • Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
    Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
  • Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
    Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
  • Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
    Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
  • Michele Esposito
    L’italiano Michele Esposito è tra i vincitori della scorsa edizione. Oltre alla Scolarship si è aggiudicato anche il “Premio come Migliore Interprete nel Contemporaneo” e il “Premio come Migliore Danzatore Svizzero” © Gregory Batardon
  • Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
    Alcune immagini dell’edizione 2017 del Prix de Lausanne © Gregory Batardon
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Fin da quando vide la luce nel 1973 – nato da un’idea di Philippe Braunschweig, della moglie Elvire e di Rosella Hightower, fondatrice dell’Ecole Supérieure de Danse de Cannes – il Prix de Lausanne non fu pensato semplicemente come una competizione tra giovani danzatori. Doveva essere, innanzitutto, un luogo di crescita personale e professionale che permettesse ai talenti emergenti di confrontarsi con coetanei provenienti da tutto il mondo e, soprattutto, con coreografi, maestri, direttori di accademie e compagnie internazionali. Doveva essere un luogo di condivisione, in cui gettare le basi per la “danza di domani”. A quasi cinquant’anni dalla prima edizione, il Prix continua a essere custode dello spirito che animò i suoi fondatori. Da qui sono passati molti dei danzatori che vediamo, o abbiamo visto, danzare nei più importanti teatri del mondo, ma anche coreografi e insegnanti pronti a trasmettere il loro sapere alle nuove generazioni.

Dal 28 gennaio al 4 febbraio Losanna ospita, dunque, la 46esima edizione del Prix de Lausanne, con la direzione artistica di Shelly Power. Settantacinque i candidati presenti, provenienti da sedici Paesi, tra cui tre italiani: Daniele Arrivabene (La Rue de la Danse A.S.D.), Davide Loricchio (che studia presso la Vaganova Ballet Academy) e Francesco Mazza (Accademia Danza e Spettacolo).

La giuria è formata da nove giudici: è presieduta dal direttore artistico dell’Het National Ballet Ted Brandsen, cui si affiancano Nina Ananiashvili (direttore artistico State Ballet of Georgia), Yuriko Kajiya (principal Houston Ballet), Davit Karapetyan (direttore artistico Pennsylvania Ballet Academy), Birgit Keil (direttore Academy of Dance, Mannheim), Oliver Matz (direttore Zurich Dance Academy), Lisa Pavane (direttore The Australian Ballet School), Christopher Stowell (direttore artistico associato The National Ballet of Canada) e Demis Volpi (coreografo).

I candidati dovranno confrontarsi con variazioni tratte dal repertorio classico e con brani contemporanei creati da coreografi di fama internazionale: Louise Deleur, Jorma Elo, Richard Wherlock, Mauro Bigonzetti e Wayne McGregor. Durante la settimana che precede le finali del 3 febbraio, i giovani danzatori avranno la possibilità di studiare con insegnanti provenienti da rinomate accademie e di confrontarsi con i coreografi o i loro assistenti per assorbire il loro linguaggio. Diversi i premi assegnati, tra cui la Scholarship, che prevede un anno di formazione presso una delle accademie associate al Prix de Lausanne, e la Apprenticeship, riservata ai candidati di età superiore ai 17 anni, che consiste in un anno di apprendistato presso una delle compagnie partner.

Molti gli eventi che animeranno questa 46esima edizione del Prix de Lausanne, a partire dalla mostra fotografica allestita dal 22 gennaio al 5 febbraio al Grand-Pont: nel 2017, l’organizzazione ha dato “carta bianca” al fotografo Niels Ackermann che restituisce attraverso i suoi scatti alcuni dei momenti più significativi della scorsa edizione. Assegnato anche il Premio alla carriera, conferito quest’anno (e per la seconda volta) al coreografo francese Jean-Christophe Maillot, direttore dei Ballets de Monte-Carlo, vincitore del Prix nel 1977 e più volte membro della giuria.

Durante la finale di sabato 3 febbraio, accanto alle esibizioni dei finalisti vi sarà il consueto Interludio che quest’anno vede una novità importante. Cinquantuno tra i migliori studenti delle scuole che collaborano con il Prix de Lausanne sono stati chiamati a partecipare al Choreographic Project: nel corso della settimana impareranno una coreografia, Pulse, creata per l’occasione da Goyo Montero, che presenteranno in prima assoluta sul palco del Théâtre de Beaulieu. Nella seconda parte dell’Interludio Kristina Shapran e Xander Parish, del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, danzeranno il passo a due di Diamonds da Jewels di George Balanchine.

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