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22 novembre 2008, ricordando Maurice

20 Nov
2008
08:26
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In occasione del primo anniversario della scomparsa di Maurice Béjart Balletto.net intende celebrare il grande Maestro con un piccolo contributo.

Lo slideshow preparato propone immagini e pensieri di Béjart non ancora presenti sulle nostre pagine.

Ricordando a tutti gli utenti che è possibile approfondire la conoscenza sulla vita e sulle opere di Maurice Béjart alle pagine Béjart (a) e Béjart (b), riproponiamo di seguito un sintetico sguardo alla sua biografia:

Ballerino, coreografo e direttore artistico francese, Maurice Béjart riveste un ruolo fondamentale nell’ambito del teatro di danza del XX secolo. Figlio del filosofo Gaston Berger, debutta come ballerino nel 1946, dopo una formazione artistica iniziata a Marsiglia e proseguita a Parigi. Negli anni successivi si esibisce in tournée con varie compagnie, per assumere nel 1954 la direzione de Les Ballets de l'Etoile, da lui fondati assieme allo scrittore Jean Laurent, e destinati a confluire nel 1957 nel Ballet Théâtre de Paris de Maurice Béjart. Sono gli anni delle creazioni con le quali il coreografo indaga la condizione alienante dell’individuo nella società contemporanea, accompagnando la sua analisi con la musica concreta di Pierre Henry e Pierre Schaeffer: Symphonie Pour un Homme Seul (1955), Sonate à Trois (1957) e Orphée (1958) sono tra le più note. E' dal 1959 che l’arte di Béjart manifesta, invece, un marcato interesse per proposte teatralmente più spettacolari. Con esse si rivolgerà a un pubblico di massa, soprattutto giovanile, portando i suoi lavori negli spazi inconsueti degli stadi e dei Palazzetti dello sport. La svolta avviene con l'invito da parte del direttore del Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles a creare una versione de Le Sacre du Printemps; allo scopo il coreografo fa confluire i suoi ballerini nel preesistente ensamble del Théâtre Royal de la Monnaie, sede dell’Opera di Bruxelles, riunendo così una numerosa compagnia con la quale dà vita a una portentosa interpretazione della musica di Stravinsky. Ne segue nel 1960 l’invito a prendere la direzione del Balletto del Teatro Reale Belga e, in conseguenza, Béjart, mantenendo unito il gruppo appena formato, fonda il Ballet du XXe Siecle. Negli anni qui entreranno talenti prodigiosi come Suzanne Farrell, Paolo Bortoluzzi, Jorge Donn e tanti altri. E' con questa compagnia che a Bruxelles Béjart dà vita ai celebri capolavori, poi portati in numerose tournée. Una serie di lavori, in aderenza al pensiero di Nietzsche, interpreta la danza come un rituale collettivo, sinonimo di gioia e di affermazione della vita: il citato Sacre; Bolero (1961); la IX Sinfonia (1964); Romeo et Juliette (1966); L'Oiseau de Feu (1970), per l’Opéra di Parigi; Ce que l’amour me dit (1974). L’interesse per il movimento romantico tedesco lo fa accostare a Richard Wagner, a Richard Strauss con Serait-ce la Mort? (1970), a Gustav Mahler con Chant d’un compagnon errant (1971), creato per Rudolf Nureyev e Paolo Bortoluzzi e a Goethe con Notre Faust (1975). Altre creazioni assecondano il suo gusto esotico per le ideologie orientali, rilette, però, alla luce della cultura occidentale: Messe pour le Temps Present (1967); Bakhti (1968) Golestan (1973). Oltre al nominato Notre Faust, anche altri balletti, avvalendosi di testi recitati e di altre forme di spettacolo, si trasformano in un prodotto di teatro totale: Nijinsky Clown de Dieu (1971); Per la dolce memoria di quel giorno (1974), ispirato a I Trionfi del Petrarca; Le Molière Immaginaire (1976), presentato alla Comédie Francaise a Parigi. Quasi a contrasto, non mancano creazioni astratte giocate su una danza pura, che asseconda pezzi musicali avanguardistici: Nomos Alpha (1969) per Paolo Bortoluzzi su musica di Yannis Xenakis; Le Marteau sans maître (1973) e Pli selon pli (1975) su musica di Boulez.

Nel 1970 fonda a Bruxelles il Mudra, centro finalizzato alla formazione dell'uomo di teatro completo, dove si insegnano tutte le tecniche dello spettacolo. Nel 1987 Béjart lascia Bruxelles per trasferire il suo ensemble a Losanna, dove gli cambia nome in Béjart Ballet Lausanne e qui, nel 1992, fonderà l’Ecole Atelier Rudra Béjart Lausanne, un centro di addestramento simile al Mudra. Col Béjart Ballet Lausanne il coreografo torna a proporre approcci alle civiltà più lontane: Kabuki (1986); Dibouk (1988); Pyramide – El Nour (1990); La Route de la Soie (1999). Seguono creazioni più intime, pezzi coreografati su Sylvie Guillem, Baryshnikov, Carla Fracci e Micha van Hoecke ed altri dedicati a particolari personaggi. E’ del 1992 Le Mandarin merveilleux su musica di Bartok, mentre nel 1997 segue Le presbytère n’a rien perdu de son charme, ni le jardin de son éclat su musica di Mozart e del gruppo rock dei Queen, con costumi di Versace, ispirato alle vite di Freddie Mercury e Jorge Donn. Nel 1999 gli viene affidata la direzione del Festival Internazionale di Balletto “Torino-Danza” e in questa occasione presenta Casse-Noisette. Nel 2002 Béjart fonda la compagnia M, bacino degli allievi della scuola Atelier Rudra, e crea per Marcia Haydée Mère Teresa et les enfants du monde. Aggiunge ancora qualche titolo, come Zarathoustra del 2006, prima di spegnersi a Losanna nel 2007 durante la lavorazione de Il giro del mondo in 80 minuti.
Dal 1995 era membro dell’accademia di Francia. Tra le numerosissime onorificenze ricevute si ricordano: la nomina all’Ordine del Sol Levante del 1986, a Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona del Belgio del 1988, il Kyoto Prize del 1999 e la nomina nel 2003 a Commendatore dell’Ordine delle Arti e delle Lettere di Francia. (dagli articoli sopra segnalati, firmati da Marino Palleschi)



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La Redazione
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