"La ballerina dello zar": un libro su Mathilde Kschessinskaya

"La ballerina dello zar": un libro su Mathilde Kschessinskaya

Articolo inviato da: Pepsy il 14/12/2010 - 08:34

Da poche settimane è uscito nelle librerie La ballerina dello zar di Adrienne Sharp: un libro che si basa sulla vita di Mathilde Kschessinskaya, Prima Ballerina del Teatro Imperiale Russo e amante dell'ultimo zar. Ambientata in Russia tra il 1890 e il 1920, la vicenda ripercorre uno dei periodi più tragici della storia russa svelandoci amori e rancori attorno ai Romanov.

Gli zar Romanov, finanziatori di buona parte dei Teatri Imperiali, sono sempre presenti agli eventi che vedono in scena le future étoiles e durante una cena della scuola di ballo, Alessandro III fa sedere accanto al figlio Nicola la diciassettenne Mathilde Kschessinskaya: la futura stella del Mariinskij, figlia più giovane di Felix Kschessinsky che ha danzato per i Romanov per quasi quarant'anni. L'obiettivo di Alessandro III è quello di continuare la lunga tradizione che vede imperatori, duchi e ufficiali trovare le loro amanti tra le ballerine di danza classica: la danza viene infatti descritta come «una parata di belle donne, un’aiuola dalla quale tutti possono raccogliere i fiori del piacere».
Mathilde coglie subito l'occasione e si ritrova tra gli sfarzi dell'élite di San Pietroburgo, ma presto tutto quello splendore sarà spazzato via: «Mi chiamo Mathilde Kschessinskaya e sono stata la più grande ballerina russa nei teatri dell’impero. Ma il mondo in cui sono nata, il mondo nel quale sono cresciuta, è scomparso, così come sono scomparsi i suoi protagonisti: morti, uccisi, esiliati, ridotti a fantasmi ambulanti. Io sono uno di quei fantasmi».

L'autrice Adrienne Sharp ha studiato danza all'Harkness Ballet di New York e insegna scrittura creativa presso l'Università della Virginia. Nei suoi libri emerge sempre la sua passione per la danza: ha scritto infatti White Swan, Black Swan (2002) e Sleeping Beauty (2006).


Adrienne Sharp, La ballerina dello zar, Neri Pozza Editore, 2010.

Giusy Arlotta