Alle origini del ballet blanc

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Alle origini del ballet blanc

Articolo inviato da: Minkus il 10/04/2005 - 12:22

Se La Sylphide di Filippo Taglioni inaugurò nel 1832 la grande stagione del balletto romantico, il celebre coreografo ebbe però la possibilità di organizzare una prova generale in grande stile.

Nel 1831 andò infatti in scena Robert le Diable, primo grand opera di Giacomo Meyerbeer, che raccontava di come un giovane, per amore, potesse vendere l'anima al demonio. Nelle convenzioni del grand opera francese il terzo atto prevedeva l'inserzione del balletto, che normalmente rappresentava un divertissement slegato dalla narrazione vera e propria.

Ma il direttore di scena dell'Opera, Edmond Duponchel, ebbe un'idea geniale e la suggerì a Meyerbeer: a quel punto della storia, il protagonista si lascia convincere dal demonio a penetrare in un chiostro abbandonato per rubare un ramo dai magici poteri e a evocare gli spiriti delle monache morte che, levandosi dalle loro tombe, circondano il giovane per poi ripiombare nel sonno eterno. Perchè non far coreografare l'azione?

L'episodio costituì un momento fondamentale per la storia del balletto: per l'occasione infatti, Filippo Taglioni creò il primo ballet blanc che si ricordi, e che rimarrà scolpito nell'immaginario collettivo come il ballet des nonnes, cioè il balletto delle suore. Maria Taglioni ebbe il ruolo di protagonista, Helena, la badessa.

Il balletto ebbe un successo strepitoso e fu replicato ben 775 volte nei sessant'anni successivi, tanto che a quarant'anni di distanza dalla creazione Edgar Degas si ispirò alla forza di quest'immagine per un suo dipinto.
E di certo, l'impressione visiva e coreografica delle suore che si levavano dai sepolcri, drappeggiate di evanescenti veli bianchi, fu la prova generale per quel capolavoro senza tempo, La Sylphide.



Edgar Degas, Le ballet de Robert le diable, 1871, Londra, Victoria and Albert Museum

Claudio Giorgione