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L’importanza del saggio di fine anno

Salire sul palco vuol dire mettersi in gioco

Ogni volta che si avvicina il saggio di fine anno, c’è sempre qualche allievo che si rifiuta di prendervi parte. Ecco perché, da grandi, si rimpiangerà questa scelta...

2 Mar
2019
03:18
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Vi scrivo dalla divertente ma caotica città di Milano, più precisamente dalla mia scuola di ballo: una piccola realtà che si occupa di varie discipline di danza tra le quali anche quella classica. E come ogni volta, mi ritrovo a “combattere” con lo scetticismo degli allievi per quanto riguarda la partecipazione al saggio di fine anno.

Presso la Phoenix a.s.d. (https://www.phoenixstudiodance.com) optiamo per svolgere un saggio ogni due anni, questo per non sovraccaricare la scuola di coreografie, dare all’allievo il tempo di ambientarsi, agevolare il lavoro didattico degli insegnanti ma soprattutto per offrire un servizio e un risultato finale ottimale costruito su un lasso di tempo più ampio.

Solitamente svolto a teatro, il saggio è un evento molto desiderato da alcuni allievi, ma purtroppo poco desiderato o addirittura snobbato da un’altra percentuale di iscritti.

Questo succede matematicamente ogni volta che il “benedetto saggio” appare all’orizzonte del programma di fine anno accademico, come molti definiscono “ciliegina sulla torta”, ed è proprio così, anche se la definizione personalmente non piace molto, in realtà rispecchia molto bene quello che uno spettacolo di danza di fine anno dovrebbe realmente rappresentare.

I motivi dell’insicurezza alla partecipazione al saggio sono svariati, resta il fatto che di base sono tutti accomunati da un particolare aspetto caratteriale soggettivo dell’individuo, piuttosto che da cause di forza maggiore.

Molti allievi non vedono l’ora di esibirsi e sono in continua sfida con loro stessi per dare sempre qualcosa in più, e imparare di riflesso qualcosa in più.

Esistono però elementi che non hanno questo spirito di intraprendenza, interesse o chiamiamola pure forza di volontà… Non si capisce come mai alcune persone non trovino piacere o almeno curiosità nell’affrontare un’esibizione.

Dopo anni di esperienza lavorativa passati a osservare il comportamento degli allievi, sono giunto alla conclusione che non è una questione limitata alla timidezza, né tantomeno una questione di pigrizia. Premetto che mi dispiace molto se qualcuno si sentirà offeso nel leggere queste righe ma da tempo desidero esternare questo mio pensiero:

 “Iscriversi a un corso di danza di qualunque stile e non avere mai avuto il desiderio o la curiosità di esibirsi in quell’arte equivale a non essere né ballerini, né artisti e purtroppo nemmeno allievi”.

Non tutti nasciamo con la vocazione dello spirito artistico nel corpo, non tutti siamo perfetti ballerini o eccezionali coreografi, ma mettersi in gioco è il fondamento per evolvere e della vita stessa, per qualsiasi cosa e in qualunque settore.

Non provando non si fallirà mai, ma nemmeno potremmo mai dire di avere avuto successo. Non essere mai salito su un palco per un allievo di danza è la medesima cosa, non otterrà mai un metro di giudizio di se stesso e vivrà per sempre in un limbo di piatta abitudine nella sua nicchia di chiusura mentale.

Purtroppo è proprio così e, ogni volta che capita, mi dispiace molto vedere allievi anche abbastanza preparati che per le ragioni più assurde (e nella maggior parte dei casi fittizie), decidono di non partecipare alle attività di esibizioni extra scolastiche.

Leggo negli occhi di queste persone la voglia di “essere salvati” per partecipare al “party”, ma subito dopo ci vedo dentro anche una forza invisibile che li rende schiavi del loro stesso carattere bizzarro, un muro invalicabile che plasma da tempo le pareti parecchio strette presenti nella loro prigione mentale.

Ragazzi miei, lasciatevelo dire, quando sarete un po’ più grandi e la cortina di insicurezza che offusca oggi le vostre splendide menti si sarà finalmente alzata, rimpiangerete di non essere partiti per quella vacanza da sempre desiderata, rimpiangerete di non aver mai espresso i vostri sentimenti a quella determinata persona, rimpiangerete di non esservi mai realmente impegnati in quel progetto, rimpiangerete quasi tutto…

… anche di non essere mai saliti su un palco a ballare!

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