Parole e Danza

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Parole e Danza

Articolo inviato da: Adler il 20/09/2010 - 08:10

XIX

Mie dee! Che cosa siete divenute? Dove siete?
Ascoltate la mia triste voce:
siete ancora le stesse?
Altre fanciulle non vi hanno sostituite?
Sentirò ancora i vostri cori?
Rivedrò forse il volo, compiuto con l'anima,
di una Tersicore russa?
O lo sguardo malinconico non troverà più,
sulla scena che annoia, i volti conosciuti;
e, fissando con il binocolo
disincantato un mondo straniero,
dovrò, spettatore indifferente alla gioia,
sbadigliare taciturno e ricordare il passato?

XX

Il teatro è già affollato; i palchi scintillano;
platea e poltrone, tutto brulica;
nel loggione applaudono impazienti;
alzandosi il sipario fruscia.
Scintillante, diafana,
docile al magico archetto,
attorniata da una folla di ninfe,
danza l'Istomina (1);
con un piede sfiora il suolo,
con l'altro lentamente gira,
e improvvisamente vola,
vola come piuma al soffio di Eolo;
ora flette il corpo, ora lo distende,
e con un rapido piedino batte l'altro piedino.

XXI

Tutti applaudono. Onegin entra,
cammina fra le poltrone, sui piedi altrui,
punta il binocolo obliquamente,
sulle dame sconosciute dei palchi.
Ha già percorso con lo sguardo tutte le file dei palchi,
ha visto tutto;
è terribilmente scontento dei volti, delle acconciature;
si inchina ai signori da tutte le parti,
dà un'occhiata distratta alla scena,
si rigira, sbadiglia.
Poi dice: "E' ora di cambiar tutto:
ho sopportato a lungo i balletti,
ma mi ha stancato anche Didelot"


dal primo capitolo di "Eugene Onegin" di Aleksandr Pushkin (2)


Note:
(1) Avdotia Ilyinichna Istomina (1799–1848) è stata una delle più famose e acclamate ballerine del Balletto Imperiale Russo. Allieva di Charles Didelot, venne soprannominata la "circassa" dopo aver splendidamente rappresentato questo ruolo nel 1823, nel balletto del maestro: "Il prigioniero del Caucaso". Fu spesso causa e oggetto di sanguinosi duelli da parte dei suoi numerosi ammiratori, tra i quali lo stesso Pushkin.
(2) testo: Aleksandr S. Pushkin, "Eugenio Onegin", Bur Poesia, RCS Rizzoli libri, Milano. 1995.






Tino Bonanomi