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La propriocezione

A cura di FT Sara Benedetti, FT Romeo Cuturi, FT Eva Fasolo

La propriocezione è il “sesto senso” che aiuta i ballerini a danzare al meglio e in sicurezza: ecco di che cosa si tratta

30 Set
2017
18:13
Testata giornalistica online
Autore: 

Balletto.net
Registrazione Tribunale di Milano n. 263 del 07/09/2017
Direttore responsabile: Elisabetta Agrati 
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Sostenere un arabesque in punta per alcuni secondi, atterrare precisamente nello stesso punto del palco a ogni gran jetés richiesto dalla coreografia, mantenere l’equilibrio di continuo durante una complessa serie di passi mentre in scena le luci continuano a modificarsi e ancora, mantenere sempre, in egual modo, l’allineamento corretto di anca-ginocchio-piede in un atterraggio da un grande salto o da una serie 32 fouettés.
La danza, in qualsiasi sua espressione, richiede sempre una buona “PROPRIOCEZIONE”.
Questo termine complesso, e a volte misconosciuto, consiste semplicemente nella consapevolezza del proprio corpo in movimento nello spazio. È  il nostro “sesto senso”: una vera e propria capacità da migliorare e allenare al pari di flessibilità, forza, resistenza e tecnica, per poter divenire un bravo danzatore. Inoltre, permette di danzare in maniera efficiente, espressivamente e in sicurezza (1).

 

In cosa consiste?
Essa si basa sulla presenza nell’organismo di particolari recettori, i cosiddetti “PROPRIOCETTORI”, che si differenziano a seconda della localizzazione e della funzione (Fusi neuromuscolari, Organi tendinei del Golgi, Corpuscoli del Pacini e del Ruffini e anche a livello cutaneo). I recettori mandano informazioni sull’allungamento dei muscoli e dei tendini, sul posizionamento delle articolazioni, sulla velocità e la direzione del movimento direttamente al cervello, producendo una reazione endogena. Questa reazione ha il fine di correggere in tempo reale la posizione del corpo nello spazio e di modificare il rapporto tra i diversi distretti corporei ricercando l’equilibrio funzionale per il movimento desiderato. Queste piccole correzioni vengono effettuate in maniera continuativa permettendo al corpo di vincere la forza di gravità.



Come valutarla?
Al fine di poter valutare questa capacità e impostare, poi, un programma di allenamento specifico, sono stati individuati alcuni test (2), di semplice e veloce esecuzione.

Alcuni esempi:
• Stare in piedi su di un arto solo a occhi chiusi per 30 secondi.
• Stare in piedi su di un arto solo su superfici diverse come cuscini, spessori di gomma piuma, tavolette surf, piani inclinati o differenti basi d’appoggio.
• Stare in piedi, a occhi chiusi, in varie posizioni: parallelo, prima posizione, mezza punta e infine sulla punta.
• Camminare in avanti e in dietro, sui talloni e sulle mezze punte su diverse superfici.

Il successo o il fallimento del test determina direttamente il livello di difficoltà da cui iniziare l’allenamento della propriocezione. Inoltre, il test può essere strumento di rivalutazione dell’ottenuto risultato.

 

Cosa fare?

• METTERSI ALLA PROVA: eseguire esercizi con piccoli attrezzi instabili (tavolette surf, piani inclinati, cuscini, bosu, tappeto elastico) o parte di semplici esercizi di danza a occhi chiusi (alla sbarra e al centro).
• LAVORARE ATTIVAMENTE I MUSCOLI: in dinamica e in tutte le posizioni, dal massimo allungamento alla loro massima possibilità di accorciamento; cercare di identificare la loro lunghezza neutra a riposo.
• UTILIZZARE IMMAGINI che supportano la coordinazione dei muscoli, piuttosto che isolare una serie singola di muscoli.
• EVITARE L’USO DELLO SPECCHIO (3) come l’unica e principale risorsa per imparare, ma “percepire” di più, non solo vedere quello che si esegue.
• IMPOSTARE IL FOCUS sul movimento goal: focalizzarsi sul movimento che si richiede al corpo, piuttosto che selezionare una sensazione muscolare.
• ESPLORARE ALTRE TECNICHE DI MOVIMENTO che affinino la consapevolezza sensoriale, come la contact improvisation, la skinner release tecnique o altri metodi per percepire il corpo come tecnica alexander, ideokinesis, feldenkrais ecc...

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