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Le distorsioni della caviglia

A cura di Walter Albisetti e Omar De Bartolomeo

Le distorsioni della caviglia sono piuttosto frequenti tra i danzatori: ecco come riconoscerle tempestivamente per evitare traumi peggiori

7 Set
2017
18:21
Testata giornalistica online
Autore: 

Balletto.net
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Le distorsioni della caviglia rappresentano un evento piuttosto frequente nei praticanti la danza, rappresentando anche fino al 40% delle lesioni a carico dell’arto inferiore. Il loro corretto riconoscimento e trattamento è importante al fine di scongiurare il rischio di ulteriori e, talora, più gravi traumi distorsivi della caviglia.


 

 

 

 

 

 

 

Non bisogna, infatti, dimenticare che la caviglia è una regione anatomica sottoposta a particolari stress durante la danza, soprattutto durante la pratica della punta. Sottovalutare un trauma distorsivo della caviglia potrebbe voler dire indebolire questa regione, predisponendo ad altri traumi la caviglia stessa ma anche il ginocchio, il bacino o il tronco. Infatti, se la caviglia non è ben sostenuta e stabile, si avranno movimenti incongrui con perdita dell’aplomb.

Ciò si traduce in “sovraccarichi posturali” che si ripercuotono direttamente sul piede e indirettamente a livello delle articolazioni superiori (foto 1-4).

la caviglia di una ballerina la caviglia di una ballerina
la caviglia di una ballerina la caviglia di una ballerina


La caviglia corrisponde, da un punto di vista anatomico, alla tibiotarsica, vale a dire a quella regione dove si ha l’articolazione tra tibia, perone e astragalo. Questi tre segmenti ossei sono tenuti uniti da sistemi capsulo-legamentosi.

La tibiotarsica può essere divisa da un punto di vista descrittivo in un comparto esterno (laterale) e uno interno (mediale). Ciascun comparto presenta delle strutture che hanno il compito di mantenere stabili i rapporti articolari. Il comparto laterale, quello più frequentemente interessato da lesioni a seguito di una distorsione, è composto da tre importanti legamenti, che hanno il compito di collegare il perone al calcagno e all’astragalo. Il comparto mediale, invece, è costituito da un unico, robusto legamento, definito legamento diltoideo, che ha la funzione di collegare il malleolo tibiale all’astragalo, allo scafoide e al calcagno.

Il trauma distorsivo della tibiotarsica si definisce in base a:
1) direzione del movimento che ha provocato la lesione
2) gravità della lesione stessa.

Per via della conformazione scheletrica e della robustezza del legamento diltoideo, la maggior parte delle distorsioni avviene in supinazione, vale a dire con lesione del compartimento laterale della caviglia. A questo livello viene a lesionarsi il legamento peroneo-astragalico anteriore. Se si pensa a un piede in equino, come nella posizione della punta, il trauma potrà essere ancor più grave in quanto il legamento, per via della posizione assunta dal piede, è già nella sua lunghezza massima. Se la caviglia non è stabile ovvero si atterra male da un salto o si esegue male un giro, il legamento potrà lesionarsi.

In base alla gravità, le distorsioni si definiscono di primo, secondo e terzo grado. Si passa dalla semplice lesione di un legamento, di solito il leg. peroneo-astragalico anteriore, alla rottura più complessa dei tre legamenti laterali della caviglia e della capsula articolare. Talora le distorsioni possono associarsi anche a frattura/distacco dell’apice dei malleoli o a frattura/avulsione della base del quinto metatarsale.

 

A seguito di un trauma distorsivo, in qualunque modo esso sia avvenuto, è categorico arrestare la propria attività e recarsi presso lo specialista. Solo la figura di un medico potrà infatti stabilire la gravità della lesione, l’iter terapeutico e il ritorno allo sport e al gesto atletico specifico. Lo specialista potrà anche avvalersi di esami diagnostici mirati a definire il grado della lesione: attualmente si usano la radiografia, la risonanza magnetica, l’ecografia.
Per le lesioni meno gravi è sufficiente tutelare la caviglia mediante un bendaggio elasto-adesivo, applicare ghiaccio e tenere l’arto il più possibile elevato. In caso di distorsioni più gravi si dovrà applicare un emistivaletto gessato o un gesso chiuso. Nei casi con ampia lacerazione capsulo-legamentosa documentata, sarà necessario un intervento chirurgico volto a ristabilire la continuità delle strutture danneggiate e quindi la stabilità.

Una volta superata la fase acuta, che potrà impegnare da un minimo di 7-10 giorni di riposo assoluto a 20-25 giorni, segue un attento e mirato programma rieducativo. L’intervento rieducativo servirà a sedare il dolore, migliorare la funzione della tibiotarsica, migliorare la propriocettività del piede, rieducare al gesto specifico (relevè, giri, salti). Assai utile è l’uso della tavoletta e del piano inclinato, esercizi che si andranno ad aggiungere alle altre provate metodiche di rieducazioni del trauma distorsivo di caviglia.

la caviglia di una ballerina esercizi sulla tavoletta

la caviglia di una ballerina esercizi sulla tavoletta

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