Loipa Araujo, maitre de ballet

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Loipa Araujo, maitre de ballet

Articolo inviato da: Andy il 02/03/2002 - 15:37
Loipa Araujo, cubana, è una persona che qualsiasi ballerino professionista vorrebbe avere il più possibile accanto a sé. Già prima ballerina del Balletto Nazionale di Cuba di Alicia Alonso, oggi è maitre de ballet ospite in tutte le compagnie più importanti del mondo. Ultimamente ha ricevuto il “Premio Nazionale della Danza di Cuba” una delle più importanti onorificenze artistiche cubane, ed essendo ospite del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala – per il decimo anno consecutivo – abbiamo approfittato per intervistarla. Loipa ci ha visto crescere come ballerini, e come noi ha seguito Guerra, Bolle, Murru, e tutti quelli che studiano con lei. Le sue lezioni sono perfette, e la naturalezza con la quale vengono date lascia pensare che Loipa abbia sempre fatto il maitre… ed in un certo senso è proprio così; lei stessa ci racconta che:

Dopo la Rivoluzione del ’59 il Governo Cubano stanziò dei fondi per creare la compagnia del Balletto Nazionale di Cuba. Alicia e Fernando Alonso raccolsero l’incarico e la compagnia prese vita. Ma ancora la danza non era ben vista e quindi si faceva fatica a trovare ballerini cubani, specialmente uomini. Quindi pochi anni dopo, con l’apertura della scuola di danza, si cominciò ad insegnare a tutti, anche ai bambini rimasti negli orfanotrofi. Jorge Esquivel – partner della stessa Alonso – è uno di quei bambini per esempio, e tanti altri seguirono. Oggi la compagnia è numerosa, e balla in tutto il mondo. Io stessa ne sono stata contemporaneamente prima ballerina e maitre. Bisognava seguire bene la scuola per avere quelli che poi diventarono i nostri partner e colleghi. Così facendo alternavamo prove a lezioni da dare, e per questo motivo dico di aver sempre fatto il maitre de ballet: a diciannove anni già insegnavo!

Come hai cominciato ad insegnare all’estero?

In qualità di prima ballerina ho ballato tutto, classico e moderno. Di conseguenza ballando con artisti ospiti a Cuba ho potuto farmi conoscere ed essere invitata a ballare fuori. La prima volta fu con Michelle Bruel, col quale facemmo il Lago a Cuba: lui, direttore del Balletto di Avignone, mi vide dare lezione a Cuba, e mi invitò nella sua compagnia. Fu a sua volta Bejart a vedermi e a chiamarmi nella propria compagnia, dove insegnai, e ballai: ne “La Revolution et Nous” aveva infatti bisogno di me come principal. Non saprei dire quando la mia carriera di ballerina si è conclusa, visto il continuo alternarsi dei ruoli per i quali venivo costantemente invitata all’estero, ballerina e maitre appunto.

Si è portati a pensare che quella cubana sia una scuola tecnicamente incline allo stile accademico russo: quanto c'è di vero in questo?

Praticamente niente! Quella cubana è una scuola che ha ormai uno stile proprio, derivante dallo studio dell'insegnamento della tecnica classica francese, americana, e se si vuole anche russa. Ma dire che è scuola sovietica non sarebbe assolutamente corretto. Guardando i grandi ballerini cubani, come oggi Carreno ad esempio, non credo si possa avere alcun dubbio rispetto a quanto detto.

Ormai sono tanti anni che insegni in tutti i teatri più celebri: in quale compagnia preferisci tornare?

Se torno vuol dire che ho piacere di insegnare lì. Proprio per come penso io la mia classe, non potrei fare a meno di tornare in un posto dove so che mi aspettano volentieri. Il mio biglietto da visita è sempre stata la mia lezione: ho sempre conquistato simpatie e rispetto da chi mi ha vista insegnare. In una lezione bisogna che esista un sentimento di reciproco rispetto e confidenza per far sì che le cose funzionino come si deve. Ho bisogno di un solido rapporto umano con i ballerini.

cosa dicono di lei:

Massimo Murru

“La prima volta che ho visto Loipa in sala ballo in Scala è anche stata la mia ‘prima volta’, visto che finita la scuola di ballo mi accingevo ad iniziare la carriera professionale. Per moltissimi di noi rappresenta un punto di riferimento. Sebbene sia un eccezionale maestro - oltre alle lezioni di classico sono tanti i ruoli nei quali mi ha seguito a prova - Loipa ha alle spalle una carriera di ballerina che a volte mi ha messo in soggezione. Oggi ritrovarla in sala sembra essere una cosa normale, tanto è il tempo che mi conosce: praticamente posso dire che mi ha visto crescere.”

Roberto Bolle
“Con Loipa ho un rapporto di stima, rispetto ed amicizia, e lavorare insieme è un piacere per entrambi. Il nostro primo incontro avvenne quando, a 19 anni, appena diplomato, entrai nel Corpo di Ballo della Scala; era quello uno dei periodi migliori della compagnia scaligera, la cosiddetta “ era Terabust”, di cui Loipa è stata un’indiscussa protagonista. Fortemente voluta da Elisabetta ha saputo da subito farsi amare ed apprezzare da tutti. Donna di carisma e forte personalità, Loipa ha unito queste sue qualità personali alla grande esperienza acquisita durante la sua carriera, diventando a mio avviso uno degli insegnanti di maggiore prestigio a livello internazionale.”

Biagio Tambone
“Loipa: pugno di ferro in un guanto di velluto. Loipa Araujo è sicuramente la migliore maestra e ripetitrice dei nostri anni, riesce sempre ad aiutare a superare le difficoltà tecniche della nostra arte con cognizione di causa. L’anima cubana di quest’insegnante è trascinatrice nei momenti di crisi, sempre pronta a dare ed ascoltare, a volte non dà soluzioni immediate ma ti mostra il modo per arrivarci da soli. E’ davvero una grande fortuna e privilegio lavorare e studiare con lei, ogni volta si esce dalla sala con la certezza d’aver imparato qualcosa di nuovo e d’utile al nostro mestiere. Grazie Loipa.”

Riccardo Massimi
"Loipa...donna straordinaria, ballerina insuperabile, e attualmente insegnante di incredibile bravura e sensibilità. Avrei bisogno di pagine intere per descrivere la stima che ho per lei ma lo farò semplicemente raccontando un episodio... il mio. Non potrò mai dimenticare quel giorno: era il mio secondo anno di Corpo di Ballo in Scala, avevo vent'anni e un problema tecnico non indifferente, non riuscivo a fare i "tour en l'air" a destra (giri in aria che eseguono gli uomini) visto che sono mancino. Quella mattina mi dissero che avrei dovuto sostituire un ballerino solista in uno dei "cavalieri" de "La Bella Addormentata" di Nureyev: nella coreografia c'è "quel" passo... avevo provato per ore senza ottenere nulla, se non tanta tensione e paura che mi avevano bloccato ancora di più. Poi è arrivata lei in sala e mi ha tenuto per un'altra ora, da solo... la sera dello spettacolo sono riuscito ad eseguire "quel" passo! Grazie Loipa."

Andrea Boi, Andrea Piermattei