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Danza e balletto al Grande

  • Cristiana Morganti in Jessica and me
    Cristiana Morganti in Jessica and me © il Funaro
  • Rosas danst Rosas di Anne Teresa De Keersmaeker
    Rosas danst Rosas di Anne Teresa De Keersmaeker © Anne Van Aerschot
  • Lo Junior Balletto di Toscana in Bella addormentata di Diego Tortelli
    Lo Junior Balletto di Toscana in Bella addormentata di Diego Tortelli
  • I danzatori di Wayne McGregor in Autobiography
    I danzatori di Wayne McGregor in Autobiography © Andrej Uspensky
  • Trattato semiserio di oculistica di Orlando Izzo e Angelo Petracca
    Trattato semiserio di oculistica di Orlando Izzo e Angelo Petracca © Gaetano Pappalardo

Danza e balletto al Grande

La stagione ottobre-dicembre 2017

Grandi artisti di fama internazionale, come Anne Teresa De Keersmaeker e Wayne McGregor, affermati autori italiani e giovani promesse dialogano tra loro per spingere il pubblico agli “estremi confini della danza”

Il Teatro Grande di Brescia conferma la sua attenzione per le diverse e più attuali declinazioni della danza tratteggiando una raffinata stagione che, da ottobre a dicembre 2017, chiamerà sul prestigioso palco grandi coreografi di fama internazionale, artisti tra i più affermati della scena italiana e giovani promesse.

Apertura di stagione, l’8 ottobre, con Virgilio Sieni che porta in scena la performance Isolotto, da lui stesso interpretata insieme al chitarrista norvegese Eivind Aarset. Sabato 21 e domenica 22 ottobre, il Ballet du Grand Théâtre de Genève presenta Lo Schiaccianoci, nella versione di Jeroen Verbruggen. Messa da parte l’ambientazione natalizia, il giovane coreografo belga ci fa immergere in un’atmosfera barocca, splendidamente restituita dalle scene e dai costumi degli stilisti bulgari Livia Stoianova e Yassen Samouilov, creatori della maison francese On aura tout vu. L’attenzione si concentra sulla figura della protagonista, Marie, e sul suo rapporto con il signor Drosselmeyer, dietro al quale si nasconde un Principe che attende di essere liberato.

Il 24 ottobre ci si sposta nello spazio raccolto della Sala Palcoscenico Borsoni per una serata affidata a due titoli contemporanei: Trattato semiserio di oculistica di Orlando Izzo e Angelo Petracca, in cui si indaga il rapporto tra il performer, lo spettatore e l’azione del “vedere”, e Pulse Constellations di Gabriel Schenker che nasce dalla composizione di musica elettronica Pulse Music III di John McGuire. Il 26 ottobre, sempre nella Sala Palcoscenico Borsoni, CollettivO CineticO presenta 10 miniballetti di Francesca Pennini, un’antologia di danze che indaga il rapporto tra coreografia e danza, scrittura e interpretazione, ripetibilità del gesto e improvvisazione.

Il 3 novembre si torna sul palcoscenico principale per la nuova, attesissima creazione di Wayne McGregor, Autobiography, che ha debuttato lo scorso ottobre al Sadler’s Wells di Londra. Il coreografo britannico ha chiesto ad alcuni scienziati di genetica di sequenziare il suo genoma e proprio alle ventitré coppie di cromosomi che compongono il genoma umano si ispirano i ricordi, i momenti, le suggestioni che McGregor traduce in danza, in una riflessione sul sé e sulla vita. E come la vita “riscrive” continuamente se stessa, così ogni replica di Autobiography è diversa dall’altra. In scena, dieci danzatori della Company Wayne McGregor; le scene sono del designer inglese Ben Cullen Williams, la colonna sonora originale della producer americana JLin e le luci di Lucy Carter.

Il 17 novembre il Grande ospita Cristiana Morganti con lo spettacolo da lei ideato e interpretato Jessica and me. Con una domanda rivolta a uno spettatore – “Lei vuole che io danzi, oppure vuole che io parli?” – la coreografa e storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch dà inizio a una riflessione sul senso dello “stare in scena”, sul rapporto tra la danza e il corpo, ricordando il suo percorso personale e professionale. Il 6 dicembre la stagione prosegue con Bella addormentata, coreografia di Diego Tortelli per lo Junior Balletto di Toscana. I giovani danzatori della formazione diretta da Cristina Bozzolini portano in scena una versione particolare del celebre balletto ambientato, questa volta, tra le strade di una metropoli.

Ultimo appuntamento, il 19 dicembre, con Rosas danst Rosas di Anne Teresa De Keersmaeker: nel 1983, questo spettacolo segnò la nascita della compagnia Rosas e l’affermazione internazionale della coreografa belga. Oggi, a distanza di trent’anni, questo capolavoro torna sul palco con un nuovo cast ma con la stessa forza di un tempo. In una scena spoglia, tagliata da lame di luce, con poche sedie come unico elemento scenico, le quattro danzatrici alternano gesti quotidiani e movimenti astratti, costruendo sequenze coreografiche che vengono montate e smontate, stratificate, ripetute fino quasi all’ossessività, catturando lo spettatore in un vortice di tensione che non riesce a spegnersi neppure a sipario calato.