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Festival Exister 2018

Al via l’edizione pre-primaverile

Ricerca e innovazione sono i concetti che animano l’edizione pre-primaverile del festival Exister, in scena dal 14 al 16 marzo al Teatro Fontana e negli spazi di DanceHaus a Milano

13 Mar
2018
14:37
  • L’ultimo Bohémien e la Lumaca di Fabrizio Calanna
    L’ultimo Bohémien e la Lumaca di Fabrizio Calanna
  • Pasiphae di Diego Tortelli © Marco Caselli Nirmal
    Pasiphae di Diego Tortelli © Marco Caselli Nirmal
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Dal 14 al 16 marzo torna a Milano il festival Exister, realizzato da ArtedanzaE20 nell’ambito del progetto DANCEHAUSpiù. Tre serate dedicate alla giovane coreografia all’insegna della ricerca e dell’innovazione, concetti che la manifestazione ha fatto propri fin dalla prima edizione del 2007.

Inaugurazione affidata a Erika Silgoner, danzatrice e coreografa catanese considerata tra le più creative del panorama internazionale. In scena, mercoledì 14 marzo alle ore 20.30 al Teatro Fontana, 4 John, un omaggio al compositore John Cage. Partendo da uno studio sul suono, sulla sua assenza e sulle reazioni del pubblico al suono stesso, la coreografa apre a una riflessione più ampia sulla condizione culturale dei nostri giorni, una riflessione di cui lo spettatore avrà la possibilità di diventare parte attiva.

Exister prosegue giovedì 15 marzo alle ore 20.30, sempre al Teatro Fontana, con L’ultimo Bohémien e la Lumaca di Fabrizio Calanna, lavoro ispirato alla vita e alle opere del compositore francese Erik Satie, alle serate trascorse allo Chat Noir di Montmartre in compagnia di Mallermé e di Verlaine, alle “entità” che vivono nell’Armadio, come lo stesso Satie e il protagonista del lavoro di Calanna chiamano il loro appartamento.

L’ultima serata del festival, venerdì 16 marzo alle ore 20.30, è ospitata negli spazi di DanceHaus di Susanna Beltrami. Il giovane coreografo Diego Tortelli presenta Pasiphae, spettacolo selezionato all’ultima Vetrina della giovane danza d’autore XL di Ravenna ispirato al mito greco di Pasiphae, ninfa oceanina madre del Minotauro. Il mito, proposto non in modo narrativo ma metaforico e astratto diventa per il coreografo il pretesto per parlare dell’ineluttabilità del corso degli eventi e dell’anelito al superamento dei limiti umani.

A seguire, lo Spellbound Contemporary Ballet presenta due brevi coreografie di Mauro Astolfi, fondatore e direttore della compagnia. Small Crime indaga le conseguenze delle azioni umane mentre The Hesitation Day riflette sul verbo “esitare” nel suo duplice significato di essere colti dal dubbio e di far giungere qualcosa a destinazione.

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  • 4 John di Erika Silgoner
    4 John di Erika Silgoner
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