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NAO Performing Festival

  • Halfbread Technique di Martin Schick
    Halfbread Technique di Martin Schick © Regina Recht

NAO Performing Festival

Dal 7 al 17 dicembre a Milano

Al via l’ottava edizione del festival dedicato ai linguaggi performativi e digitali dei nuovi autori organizzato da DID Studio con la direzione artistica di Ariella Vidach e Claudio Prati

Dal 7 al 17 dicembre DID Studio – Fabbrica del Vapore di Milano ospita l’ottava edizione di NAO Performing Festival (Nuovi Autori Oggi), una ricca rassegna di performance, proiezioni, masterclass e incontri dedicati ai linguaggi performativi e digitali di una nuova generazione di autori, con una particolare attenzione alle relazioni tra coreografia, arti visive e tecnologia. Il festival è organizzato da DID Studio, sede della Compagnia Ariella Vidach – AiEP, con la direzione artistica di Ariella Vidach e Claudio Prati e la cura di Maria Paola Zedda.

Nel corso del festival saranno presentati i lavori realizzati da performer e coreografi nell’ambito del progetto di residenza artistica NAOCREA di Ariella Vidach AiEP, in un confronto continuo tra processo creativo, studio e forma compiuta. Spazio anche al progetto Swiss Contemporary Dance Factory, nato dalla collaborazione tra DID Studio, Ariella Vidach AiEP e Danae Festival, dedicato alla scena contemporanea svizzera.

L’inaugurazione, il 7 dicembre, è affidata alla compagnia romana ATACAMA con Migranti, lavoro che affronta il tema delle migrazioni, della diversità culturale, della mobilità. L’8 dicembre si prosegue con l’ultima creazione di Salvo Lombardo, Present Continuous_White Specific, dedicata al rapporto tra memoria, percezione e movimento nell’osservazione del reale. Lunedì 11 dicembre, lo svizzero Martin Schick riflette sulla bellezza della condivisione attraverso la sua performance Halfbread Technique, realizzata per la tappa milanese con la collaborazione di Cesare Benedetti di Fattoria Vittadini.

Il 12 dicembre Leonardo Diana rende omaggio al Simbolismo e all’arte viennese dell’inizio del Novecento con Egon – introspettiva da Klimt e Schiele, lavoro che indaga la relazione tra corpo, gesto e nuove tecnologie. Il 15 dicembre Fabritia D’Intino presenta Wannabe, creazione nata dalla collaborazione tra la coreografa e il musicista Federico Scettri. Dedicata al rapporto tra danza e musica, la performance ha vinto il Premio (In)Generazione promosso dalla Fondazione Fabbrica Europa e il Premio Tu 35 Expanded promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.

Il 16 dicembre, la svizzera Ruth Childs mette in scena i primi assoli creati da Lucinda Childs, icona della danza postmoderna e Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2017. A cinquant’anni dal loro debutto, Pastime (1963), Carnation (1964) e Museum Piece (1965) sono ancora un esempio di ardita sperimentazione. A seguire, saranno proiettati i film Calico Mingling con la coreografia di Lucinda Childs, la regia e il montaggio di Babette Mangolte, e Katema, con la coreografia e l’interpretazione di Lucinda Childs. I film saranno riproposti nei giorni seguenti al Museo del Novecento.

Il NAO Performing Festival si chiude il 17 dicembre con il gruppo nanou che presenta Alphabet/Mappe, lavoro realizzato nell’ambito della residenza artistica NAOCREA dedicato a un’analisi sulla scrittura coreografica.

  • Foto di Gregory Batardon