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Oriente Occidente 2018

Lungo la nuova Via della Seta

Dal 31 agosto all’8 settembre, Rovereto ospita una nuova edizione del festival che dal 1981 promuove l’incontro tra culture e linguaggi della scena contemporanea

30 Lug
2018
09:30
  • La C&C Company in Beast without beauty di Carlo Massari © Anja Meyer
    La C&C Company in Beast without beauty di Carlo Massari © Anja Meyer
  • Sogno di una notte di mezza estate di Davide Valrosso © Giuseppe Distefano
    Sogno di una notte di mezza estate di Davide Valrosso © Giuseppe Distefano
  • Intensional Particle di Hiroaki Umeda © S20
    Intensional Particle di Hiroaki Umeda © S20
  • This is your skin di Irene Russolillo © Monia Pavoni
    This is your skin di Irene Russolillo © Monia Pavoni
  • La compagnia inglese Motionhouse in Captive © Andy Grey
    La compagnia inglese Motionhouse in Captive © Andy Grey
  • Siren di Pontus Lidberg © Nir Arieli
    Siren di Pontus Lidberg © Nir Arieli
  • Ushio Amagatsu presenta in prima nazionale Meguri
    Ushio Amagatsu presenta in prima nazionale Meguri
  • Wanda Moretti con la sua compagnia Il Posto ne Il Gigante © Jesús Garzaron
    Wanda Moretti con la sua compagnia Il Posto ne Il Gigante © Jesús Garzaron
  • From IN della giovane coreografa cinese Xie Xin © Shen Jian Zhong
    From IN della giovane coreografa cinese Xie Xin © Shen Jian Zhong
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La Nuova Via della Seta, titolo della 38esima edizione del Festival Oriente Occidente, è il nome dato all’iniziativa strategica promossa dal 2013 dal presidente cinese Xi Jinping con l’obiettivo di favorire i contatti – non solo commerciali ma anche culturali – tra Europa, Asia e Africa. Un’iniziativa, e allo stesso tempo un punto di vista, che il festival ha voluto adottare disegnando un cartellone che dal 31 agosto all’8 settembre pone l’Italia, e in particolare Rovereto, al centro di nuovi traffici artistici.

Proprio dalla Cina arriva la giovane coreografa Xie Xin con la sua compagnia, in scena giovedì 6 settembre al Teatro Zandonai con From IN. Sempre dall’Oriente arrivano anche le suggestioni della sudcoreana Eun-Me Ahn, per la prima volta in Italia con Let me change your name (sabato 8 settembre al Teatro Zandonai), e del giapponese Ushio Amagatsu, che presenta in prima nazionale Meguri, uno spettacolo sulla mutevole bellezza della natura (martedì 4 settembre al Teatro Zandonai). In tema di scambi culturali, lunedì 3 settembre l’Auditorium Melotti ospita il giapponese Hiroaki Umeda e la finlandese Johanna Nuutinen, entrambi in un interessante confronto con le tecnologie digitali.

Lo sguardo si rivolge poi a Occidente, alla Spagna di Marcos Morau che presenta il nuovissimo Pasionaria, coprodotto dal Festival Oriente Occidente con il Théâtre de Chaillot, il Sadler’s Wells, il Tanz im August di Berlino, il Théâtre de la Ville de Luxembourg e il Teatros del Canal di Madrid (domenica 2 settembre al Teatro Zandonai). Spagnola è anche la nuova star del flamenco, Patricia Guerrero, che all’Auditorium Melotti presenta in anteprima mondiale il suo ultimo progetto, Eutopia (mercoledì 5 settembre).

L’apertura del festival è invece affidata allo svedese Pontus Lidberg che unisce due compagnie, il Danish Dance Theatre di cui è direttore da quest’anno e la Pontus Lidberg Dance, nel nuovissimo Siren, spettacolo ispirato al canto omerico delle Sirene coprodotto da Oriente Occidente (in prima assoluta venerdì 31 agosto al Teatro Zandonai).

Molti i giovani artisti italiani presenti al festival, con attesi debutti. Tra loro, Davide Valrosso, coreografo associato a Oriente Occidente che, per la sua prima creazione per il Balletto di Roma, dà vita a una nuova versione del Sogno di una notte di mezza estate (venerdì 31 agosto al Teatro alla Cartiera). Coreografi associati al festival sono anche Irene Russolillo, che presenta This is your skin (domenica 2 settembre al Teatro alla Cartiera), e Salvo Lombardo, che rilegge Excelsior, titolo cardine del repertorio italiano tardo ottocentesco (sabato 1 settembre all’Auditorium Melotti).

Oriente Occidente ospita, però, anche realtà che hanno fatto la storia della danza italiana, come la Compagnia XE di Julie Ann Anzilotti che riporta in scena, venticinque anni dopo la sua nascita, Erodiade – Fame di Vento, nell’ambito del progetto RIC.CI – Recostruction Italian Contemporary Choreography (il 5 e 6 settembre al Mart). Sabato 8 settembre, la Compagnia Abbondanza/Bertoni presenta Erectus, nuovo lavoro ispirato all’omonimo album del jazzista statunitense Charles Mingus.

Per i progetti site specific, il 31 agosto e l’1 settembre (Piazza Malfatti e Piazzale Caduti sul Lavoro) la compagnia franco-catalana di circo contemporaneo Daraomaï presenta TiraVol, spettacolare performance che unisce acrobazia e danza. Sabato 1 settembre alla Terrazza del Mart, Francesco Capuano e Nicola Picardi presentano The Glitch Project, un intenso duetto per spazi all’aperto ispirati dalla frenesia del mondo di oggi. Sabato 1 e domenica 2 agosto (Progetto Manifattura), il campione del mondo di Bycicle Motocross Vincent Warin fa dialogare il freestyle acrobatico con la biciletta e la danza nel suo Ecotone.

Anche la compagnia inglese Motionhouse coniuga danza contemporanea, teatro, circo e acrobazia in Captive (il 4 settembre in Piazzale Caduti sul Lavoro e il 5 settembre in Piazza Malfatti), mentre la compagnia francese Dyptik, con il suo D-Costruction, “trasforma” l’hip hop in un inno alla libertà (venerdì 7 settembre in Piazza Malfatti). Sempre il 7 settembre, Piazza Malfatti e Piazza del Mart ospitano Sanpapié & Teatro della Contraddizione con Balerhaus, un omaggio al ballo di sala dove a ballare sono tutti, performer e pubblico. Il 7 e 8 settembre, Wanda Moretti con la sua compagnia Il Posto torna al festival con un nuovo spettacolo site specific per Progetto Manifattura: Il Gigante.

Mercoledì 5 settembre, al Teatro alla Cartiera debutta Leaders/Kids, spettacolo di Sara Catellani ed Elisa Ferrari del collettivo Piratejenny in cui sono gli spettatori più piccoli a guidare l’azione. Gli spettatori saranno protagonisti anche di Una città per ballare, progetto realizzato in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, in cui novanta danzatori, trenta musicisti e otto coreografi dialogano con il pubblico e le architetture delle piazze storiche di Rovereto attraverso performance inedite (sabato 8 settembre in Piazza Malfatti, Piazza Erbe, Piazza Cesare Battisti e gran finale in Piazza del Mart).

Due le anticipazioni del festival: la prima è affidata al coreografo israeliano Sharon Fridman che, nel centenario della fine della Prima guerra mondiale, ha ideato A piedi nudi, un progetto a tappe in tre luoghi simbolo del Trentino e del conflitto incentrate sul ruolo della donna, protagonista per il coreografo della ricostruzione fisica e psichica postbellica. In ogni data, persone scelte in loco partecipano insieme a una danzatrice della compagnia di Fridman, a una cantante e a un fisarmonicista per raccontare la ricostruzione del nido e della società dopo la devastazione (7 agosto – Campana dei Caduti, Rovereto; 9 agosto – Piazza Dante, Trento; 11 agosto – Sacrario Militare, Passo del Tonale).

La seconda anticipazione è prevista giovedì 23 agosto al Teatro alla Cartiera con l’anteprima di Beast without beauty della C&C Company.

Workshop, incontri di approfondimento e conferenze completano il programma della 38edizione che può essere consultato sul sito di Oriente Occidente.

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  • Let me change your name di Eun-Me Ahn, per la prima volta in Italia
    Let me change your name di Eun-Me Ahn, per la prima volta in Italia
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