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Schneitzhöffer

Schneitzhöffer

Jean-Madeleine Schneitzhöffer 1785-1852

Articolo inviato da: Minkus il 10/12/2005 - 00:48

Schneitzhöffer inzia la sua carriera come chef de chant incaricato delle prove all'Opera di Parigi. Come spesso accadeva in quei casi, viene spesso chiamato a dirigere l'Orchestra, conoscendo perfettamente le partiture.

Lavora con Ferdinand Herold, uno dei compositori de La Fille mal gardée nella versione del 1828, specializzandosi nella composizione di musica per balletto.
Nel 1818 compone Proserpine per Pierre Gardel e Le Séducteur au village per Francois Descombe Albert, cui seguono Zemir et Azor per André Deshayes (1824), Le Filets de Vulcain per Jean-Baptiste Blanche (1826) e La Tempete per Jean Coralli (1834).

La sua opera più famosa rimane però La Sylphide (1832), le cui musiche sono composte sulle indicazioni di Filippo Taglioni per rispondere alle esigenze della coreografia.
La musica non possiede ancora una personalità ben individuata, e spesso i temi sono presi a prestito da composizioni precedenti molto famose all'epoca. All'inizio del II atto, per la scena delle streghe, Schneitzhöffer orchestra una delle variazioni per violino di Paganini, guardacaso intitolata proprio Le Streghe (1813). Verso la fine del balletto, quando la Sylphide - avendo perduto le ali - muore tra le braccia di James, l'orchestra intona il motivo della famosa aria dell'Orfeo e Euridice di Gluck ("J'ai perdu mon Eurydice...").

La tecnica di scrittura musicale è molto precisa e funzionale all'accompagnamento dei passi. E per questo la coreografia richiede al compositore di caratterizzare i personaggi principali con un tema, un leitmotiv che ricorre nel balletto, come un richiamo del destino. Ad esempio, l'aria campagnola che accompagna - nel primo atto - i preparativi del matrimonio di Effie e James, ritorna di nuovo quando James, dopo aver perduto la sua Sylphide, vede passare lontano il corteo per il matrimonio di Effie con Gurn.

Adolphe Adam si ricorderà di questo uso del leitmotiv per comporre la partitura di Giselle nel 1841, così come compositori come Delibes e Caikovskij. Quest'ultimo apprezzò molto la musica de La Sylphide tanto da evocarne certi passaggi nella Bella Addormentata nel Bosco


Nella foto, la prima scena del II atto de La Sylphide, con la danza delle streghe


Claudio Giorgione