Introdans a Torinodanza

Promozione scuole
  • I danzatori di Introdans con le tute colorate in Polish Pieces di Hans van Manen
    La compagnia Introdans in Polish Pieces di Hans van Manen @ Introdans / Hans Gerritsen
  • Un passo a due tratto da Canto Ostinato di Lucinda Childs
    La compagnia Introdans in Canto Ostinato di Lucinda Childs @ Introdans / Hans Gerritsen
  • Una danzatrice interpreta Rassemblement di Nacho Duato
    La compagnia Introdans in Rassemblement di Nacho Duato @ Introdans / Hans Gerritsen

Introdans a Torinodanza

La compagnia olandese in scena alle Fonderie Limone

Venerdì 29 e sabato 30 settembre, Torinodanza ospita la compagnia olandese Introdans che propone, in prima italiana, le creazioni di quattro tra i più famosi e acclamati coreografi della scena contemporanea

Articolo inviato da: Elisabetta il 12/09/2017 - 16:18

Hans van Manen, Lucinda Childs, Jiří Kylián e Nacho Duato: quattro nomi che hanno rappresentato, e continuano a rappresentare, altrettanti “tasselli” della danza post moderna e contemporanea e che hanno dato vita ad alcuni dei più grandi capolavori del Novecento. A riunirli in un’unica serata, nell’ambito del festival internazionale Torinodanza, è la compagnia olandese Introdans, in scena venerdì 29 e sabato 30 settembre, alle 20.45, alle Fonderie Limone di Moncalieri.

La storia della compagnia Introdans prende il via nel 1971 quando – in un contesto nazionale segnato dalla presenza di tre importanti formazioni, Het Nationale Ballet, Nederlands Dans Theater e Scapino Ballet – Ton Wiggers e Hans Focking fondano ad Arnhem lo Studio L.P., che nel 1979 diventerà Introdans, “introduzione alla danza”. Fin dall’inizio, l’obiettivo di Ton Wiggers è far conoscere la danza a un pubblico sempre più ampio ma soprattutto permettere la valorizzazione e la diffusione di quest’arte anche nell’Est del Paese. Dopo le iniziali difficoltà, dovute alla mancanza di finanziamenti, negli anni Ottanta arrivano i primi riconoscimenti e, grazie all’apporto di coreografi di fama internazionale, anche i successi in patria e all’estero. Oggi, la compagnia diretta da Roel Voorintholt e Ton Wiggers mantiene intatta la stessa visione degli inizi: portare la grande danza a un vasto pubblico, parlare a più generazioni, attraverso performance e progetti educativi, mantenendo sempre vivo il legame con il territorio.

Un’esplosione di colori accompagna il primo brano in programma a Torinodanza, Polish Pieces di Hans van Manen: allievo di Sonia Gaskell, ha fatto parte dell’Het Nationale Ballet di Amsterdam e del Nederlands Dans Theater di cui è diventato coreografo e direttore artistico. Le sue creazioni, più di cento, sono state danzate dalle più importanti compagnie del mondo: Stuttgart Ballett, Berlin Opera, National Ballet of Canada, Royal Danish Ballet, Compania Nacional de Danza e Alvin Ailey American Dance Theater. In Polish Pieces, Hans van Manen costruisce motivi geometrici e gesti semplici che esaltano la tecnica dei danzatori e la partitura energica del compositore polacco Henryk Górecki. I colori sgargianti di Polish Pieces lasciano, quindi, il posto alle tinte pastello di Canto Ostinato, coreografia creata nel 2015 per la compagnia Introdans da Lucinda Childs: formatasi alla scuola di Merce Cunningham e Robert Dunn, Lucinda Childs è considerata la capofila del Post Modern americano degli anni Sessanta. Le musiche di questo brano sono firmate dal compositore olandese Simeon ten Holt.

Per il terzo brano in programma, Songs of a Wayfarer, Jiří Kylián si affida ai Lieder eines fahrenden Gesellen (Canti di un viandante) di Gustav Mahler. La coreografia nasce nel 1982 per il Nederlands Dans Theater, compagnia di cui Kylián è stato coreografo prolifico e direttore artistico. Profondo innovatore, è caratterizzato da una cifra stilistica che ha nella purezza dei movimenti il suo tratto distintivo. Celebre il precedente di questo brano: Le Chant du compagnon errant di Maurice Béjart, con Rudolf Nureyev e Paolo Bortoluzzi. La serata si chiude con Rassemblement di Nacho Duato, creato nel 1990 per il Cullberg Ballet in Svezia. Duato sceglie le musiche di Toto Bissainthe per dar vita a un balletto che parla dell’aspirazione alla libertà e al riconoscimento dei diritti dell’uomo. Nata nel 1934 ad Haiti, la cantante e attrice Toto Bissainthe ha saputo unire la musica jazz alle ballate degli schiavi di culto vudù, religione afroamericana impregnata di un forte animismo, facendo conoscere i ritmi della sua terra natale sulla scena internazionale.