Roberto Zappalà: Come le ali

Roberto Zappalà: Come le ali

Un nuovo preludio a Liederduett

Il 19 e 20 maggio va in scena a Viagrande Studios il secondo step di “meditazione” su Caino e Abele, preludio a Liederduett, nuovo lavoro di Roberto Zappalà che debutterà in luglio a Bolzano Danza

Articolo inviato da: Redazione il 15/05/2018 - 12:58

Dopo il debutto di Corpo a Corpo lo scorso marzo a Scenario Pubblico a Catania, il 19 e 20 maggio va in scena a Viagrande Studios a Viagrande (CT) Come le ali di Roberto Zappalà, secondo step di “meditazione” su Caino e Abele. La nuova creazione, nata da un’idea di Nello Calabrò e Roberto Zappalà, prosegue il percorso di riflessione che avrà il suo esito definitivo con Liederduett (due episodi su Caino e Abele), creazione per quattro danzatori, pianoforte e controtenore che sarà presentata il 18 luglio nell’ambito del festival Bolzano Danza.

Se in Corpo a Corpo a prevalere erano i temi dello scontro e della violenza fratricida, in Come le ali l’attenzione si sposta sull’amore, sulla fratellanza, sull’empatia, sulla simbiosi che dovrebbe accomunare “tutti gli organismi animali e vegetali”. Al movimento “centrifugo” del primo step di meditazione, rappresentato dal tentativo di fuga di Abele da Caino, si sostituisce un movimento “centripeto”, di riconciliazione, di unione.

Il titolo, nelle intenzioni di Roberto Zappalà, fa riferimento alle ali “degli uccelli e degli angeli, strumenti biologici e fantastici che evidenziano la metafora dell’unisono e della simbiosi. Ma le/ali è anche la lealtà, simbiosi morale dei rapporti umani”.

In scena Adriano Coletta e Filippo Domini che danzeranno sulle musiche di Johannes Brahms, Pan America, Scott Walker, Sunn 0))) & Boris. Luci e scene sono di Roberto Zappalà, l’ideazione dei costumi è stata affidata a Veronica Cornacchini in collaborazione con lo stesso coreografo. Racconta la Cornacchini, già danzatrice della Compagnia Zappalà Danza: «È molto bello lavorare con Roberto come costume designer. Mi dà l’opportunità di conoscere il suo lavoro da un altro punto di vista. Ci sono due figure in scena, longilinee e in una continua, perpetua ricerca di forma. I costumi di questa nuova creazione aiutano a rappresentare una storia. Si rimane ammaliati da quel volo di braccia colorate. Sembrano quasi disegnare scie luminose, come quelle foto scattate di notte alle luci in movimento. Una danza in cui convivono contemporaneamente la leggerezza del volo e la terrena gravità. Si rimane così sospesi in un limbo che sta proprio lì sospeso a metà tra il carnale e il celestiale, tra il buono e il cattivo, tra il rosso e il celeste».

 

In foto, un momento delle prove © Serena Nicoletti