Simona Bertozzi e Gruppo Marewa

Simona Bertozzi e Gruppo Marewa

Poem of you: una natura fugace, che sorprende

Sabato 23 giugno a Modena, la coreografa presenta l’esito del percorso laboratoriale realizzato con un gruppo di richiedenti asilo

Articolo inviato da: Redazione il 22/06/2018 - 09:03

Sabato 23 giugno alle 20.00 in Piazza Roma a Modena, Simona Bertozzi presenta Poem of you, azione performativa ispirata al pensiero politico di Walt Whitman, esito del percorso laboratoriale che la coreografa ha realizzato con il Gruppo Marewa, costituito da giovani richiedenti asilo africani.

«Vorrei articolare con il Gruppo Marewa un processo di ricerca e composizione dedicato alla natura del movimento, assumendo come centralità la sua natura fugace e transitoria, capace, proprio per questo, di sorprendente potenza generativa», spiega Simona Bertozzi. Come altre performance, anche Poem of you si inserisce nel progetto Wonder(L)and, un contenitore di azioni e pratiche coreografiche che ruotano attorno al tema dello stupore, della meraviglia.

La coreografa prosegue: «A dispiegare l’iconografia e il vigore ritmico della ricerca torna il pensiero poetico di Walt Whitman, già suggestione potente di altre azioni di Wonder(L)and e qui citato in Poem of you, whoever you are, composizione in cui emerge la fisicità del fraseggio, il tocco momentaneo ed esatto della sua parola, capace di evocare paesaggi di presenze, di corpi scontornati nelle posture e al contempo attraversati dal flusso delle visioni, dalla materia degli spazi... Vorrei tracciare una serie di “danze sbilanciate”, di immersioni nell’asimmetria del movimento. Asimmetria che prende spazio per necessità di estensione, di rottura dell’equilibrio, di incontro con le traiettorie dell’altro da sé».

La performance del Gruppo Marewa è realizzata da Simona Bertozzi in collaborazione con il Teatro dei Venti, Caleidos Cooperativa Sociale e Associazione Ghana Yomo nell’ambito del bando MigrArti 2018 e si inserisce nel programma di Estate Modenese 2018 (ingresso libero).

 

Foto © Chiara Ferrin