Tango glaciale reloaded

Tango glaciale reloaded

Debutto al Ravenna Festival

Domenica 1 luglio, dopo l’anteprima a Napoli, va in scena in prima nazionale a Ravenna il riallestimento dello storico spettacolo di Mario Martone

Articolo inviato da: Redazione il 29/06/2018 - 16:12

“Mettiamo in moto la memoria” è il filo conduttore del Progetto RIC.CI, ideato da Marinella Guatterini per recuperare e riportare in scena gli spettacoli degli anni Ottanta e Novanta che hanno segnato la danza contemporanea italiana. In questo percorso si inserisce anche Tango glaciale reloaded, “ricostruzione” di uno storico spettacolo di Mario Martone (Tango glaciale del 1982 prodotto da Falso Movimento) che debutterà ufficialmente nell’ambito di Ravenna Festival domenica 1 luglio alle ore 21.00.

Non si tratta di un’operazione nostalgica o di un banale riallestimento ma di un omaggio a un pezzo manifesto di quell’epoca. Soprattutto, come precisa lo stesso Martone, l’intento è stato quello di «mettere il lavoro alla prova di una generazione lontana dall’essere concepita quando lo spettacolo nasceva». Tutto è diverso: dagli interpreti – nel 1982 erano Tomas Arana, Licia Maglietta e Andrea Renzi, oggi sono Jozef Gjura, Giulia Odetto e Filippo Porro – ai riferimenti culturali – il cinema, la new wave – rivisitati alla luce delle istanze contemporanee.

Lunga l’opera di convincimento fatta da Marinella Guatterini, da Gigi Cristoforetti, dal museo Madre di Napoli e dal Teatro Bellini che ha ri-prodotto, con la Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, Tango glaciale reloaded.

Curato da Raffaele Di Florio e Anna Redi, lo spettacolo vede la regia e le scene di Mario Martone, gli interventi pittorici di Lino Fiorito, come per lo spettacolo del 1982, e così le ambientazioni grafiche di Daniele Bigliardo, le parti cinematografiche a cura di Angelo Curti e Pasquale Mari, la colonna sonora elaborata da Daghi Rondanini, i costumi di Ernesto Esposito; le elaborazioni videografiche passano invece ad Alessandro Papa.

Una dedica speciale Martone la fa ai compagni di quella meravigliosa avventura che non ci sono più, come Bruno Esposito e Giancarlo Coretti dei Bisca, il gruppo che ha composto il tango esploso, e con loro Dario Jacobelli e i suoi versi che erano “illuminazioni continue”, Gigi D’Aria tra i sostenitori amici.