Canti di un giovane errante

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Canti di un giovane errante

Articolo inviato da: Susy il 30/03/2009 - 15:52

11 MARZO 1971
Forest National, Bruxelles

Coreografia Maurice Béjart
Musica Gustav Mahler
Primi interpreti: Rudolf Nureyev e Paolo Bortoluzzi

Un articolo firmato da Jacques Stehman e pubblicato sul quotidiano Le Soir il 20 agosto 1970 annunciava un progetto di collaborazione di Rudolf Nureyev con Paolo Bortoluzzi e Maurice Béjart. A quella data era ancora troppo presto per precisare di cosa si trattava. L’unica cosa sicura era la partitura musicale: quattro Lieder giovanili di Gustav Mahler, autore anche dei testi autobiografici ispirati a canti popolari. In una lettera a Fritz Loehr egli aveva descritto la sua composizione con queste parole: “un giovane apprendista, abbandonato al proprio destino, va per il mondo vagabondando senza meta”.

Non vi sono elementi scenici in questo balletto. Il palcoscenico è nudo, tagliato da lampi di luce. Solitario e sconfitto, il cavaliere (Nureyev) ha per unico compagno la sua anima combattiva (Bortoluzzi). Il primo, illuminato, fasciato di grigio, ansioso; il secondo, un po’ in disparte, più sottile, fasciato di rosso, enigmatico. Sul piano estetico Gilberte Cournand descrisse così la coppia: “la bellezza statuaria di Nureyev avrebbe ispirato Michelangelo e quella di Bortoluzzi Benvenuto Cellini”.

Gli articoli pubblicati dopo la prima su Les Nouvelles Littéraires e su Valeurs Actuelles scavano nei dettagli coreografici del balletto, rilevando come il movimento si sviluppa e accelera. Inizialmente il giovane esegue timidi développé per poi ripiegarsi bruscamente in plié. Scopre lo spazio, si lancia in giri, allarga i gesti, salta, sembra volare e ricadere, ferito, nella gabbia che lui stesso si è creato. Allora ritrova l’altra parte di sé, la stabilità, il proprio destino, la propria guida, con cui si muove via via all’unisono, in contrappunto, con variazioni. I passi sono rond de jambe e giri talvolta veloci, talvolta lenti e dolorosi. La coreografia insiste sulle linee: la bellezza di un braccio teso, di una spalla alzata fino a metà del volto, il peso di un corpo al limite della caduta. Il finale riassume tutta la vicenda: l’allievo sfugge al braccio del maestro, s’immobilizza e torna lentamente con una sequenza di glissade.
Le Figaro scrisse che i 5800 spettatori della prima mondiale applaudirono per quasi mezz’ora.

Nel 1972 Bortoluzzi lasciò la compagnia diretta da Béjart e la creazione entrò nel repertorio su richiesta di Jorge Donn che la danzò in coppia con Daniel Lommel a Tel-Aviv. Lommel commentò che “tecnicamente il balletto non era molto difficile, ma ritmicamente era molto puro. Sapevo bene che con Jorge e me come interpreti, contrariamente a Paolo e Rudolf, sarebbe mancato l’impatto dello star-system”. In seguito fu invitato da Nureyev a danzare “Canti di un giovane errante” con lui a New York. “Ho danzato “Canti” circa mille volte…” Per una recita a Vienna con Nureyev, a causa di un infortunio, fu sostituito da Jorge Donn. Con Donn ha danzato anche Patrice Touron.

Nel giugno del 1974 cominciarono gli spettacoli denominati “Nureyev and Friends” e il programma si chiudeva spesso con “Canti di un giovane errante”, che diventò l’opera principale del repertorio di Nureyev. Tra gli interpreti del Destino va segnalato Jean Guizerix, che debuttò nel ruolo a Los Angeles nel 1976 e lo danzò in seguito a Madrid, Berlino, Milano, Napoli, Bordeaux, Vienna, Parigi, New York, Dallas, Nuova Delhi, tanto da diventare il ruolo da lui maggiormente interpretato. In India lo danzò anche con Patrick Dupond e Charles Jude. Quando nel 1990 organizzò la serata d’addio all’Opéra di Parigi volle che il primo e l’ultimo canto fossero interpretati da Dupond e Nureyev, occasione che costituì anche per quest’ultimo l’addio alla scena del Palais Garnier in veste di danzatore.

L’unica registrazione integrale ufficiale del balletto fu trasmessa in Giappone nel 1984 con Rudolf Nureyev e Michael Birkmeyer. Altri interpreti del Destino con Nureyev furono Charles Jude, Johnny Eliasen, Anthony Dowell, Eric Vu An, Patrick Armand, Frank Augustyn, Denys Wayne. A sua volta Eric Vu An danzò con Richard Cragun, Patrick Dupond con Jean-Marie Didière. Nel nostro secolo gli interpreti sono stati Laurent Hilaire e Manuel Legris e da quest’anno è entrato nel repertorio del Béjart Ballet Lausanne.