Saisons, Les

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Saisons, Les

Articolo inviato da: Marino il 07/12/2010 - 12:03

Balletto allegorico in 4 quadri e unapoteosi

20 FEBBRAIO (7 FEBBRAIO del calendario Giuliano) 1900
TEATRO IMPERIALE DELLO HERMITAGE, Palazzo d
Inverno, San Pietroburgo, Balletto del Marijnsky

Libretto e coreografia Marius Petipa
Musica Alexander Glazunov, Les Saisons, Op. 61
Scene Pyotr Lambin
Costumi Yevgeni Ponomaryov
Primi interpreti: Alexey Bulgakov (Inverno), Anna Pavlova (Brina), Yuliya Sedova (Ghiaccio), Vera Trefilova (Grandine), L. Petipa (Neve), Nikolay Legat (Zefiro), Olga Preobrazhenskaya (Rosa), Varvara Rïkhlyakova (Rondine), Matilda Kshesinskaya (Spirito del Mais), Mikhail Obukhov (Fauno), Alexandr Gorsky (Satiro), Alexandr Shiryayev (Satiro), Pavel Gerdt (Bacco), Marie Petipa (Baccante)
Direttore dorchestra Riccardo Drigo

Dopo la recita privata per la famiglia Imperiale, il balletto è stato dato per il pubblico conl medesimo cast il
26 FEBBRAIO (13 FEBBRAIO del calendario Giuliano) 1900
TEATRO IMPERIALE DEL MARIJNSKY, San Pietroburgo


NOTA. Nelle sue memorie, Marius Petipa menziona il balletto sotto il titolo Les Quatre Saisons, ([M], pagg. 59-60).

 

SOGGETTO ([B], pagg. 554-555 )
Il balletto allegorico Les Saisons, dalla struttura di un Grand divertissement, è diviso in quattro quadri e un’apoteosi. Ciascun quadro è ambientato in un paesaggio caratteristico della stagione che vuol rappresentare ed è animato da esseri fantastici, personificazioni di elementi caratteristici del corrispondente periodo dell’anno:

Tableau 1. Un paesaggio invernale.
Dopo una breve Introduzione, si alza il sipario sull’Inverno, attorniato dalle sue compagne, Brina, Ghiaccio, Grandine, Neve. Seguono le Variazioni per ciascuna di esse: per la Brina una Polacca, per il Ghiaccio una Danza suonata da viole e clarinetti, per la Grandine uno Scherzo e per la Neve un Valzer; i personaggi simbolici si divertono danzando con un turbinio di Fiocchi di Neve, finché sono messi in fuga dal calore del fuoco acceso da due Gnomi, usciti dal bosco: fugge per primo l’Inverno, durante una Coda, subito seguito dalle compagne.

Tableau 2. Un paesaggio in fiore.
La Primavera danza con Zefiro, accompagnata da Uccelli incantati e Fiori, che la circondano; le Fate dei fiori si uniscono nelle danze, poi è la volta della danza di un uccellino e, infine, tutti si allontanano per il crescente calore del sole.

Tableau 3. Un paesaggio con un campo di grano.
Entra l’Estate e lo Spirito del Mais è al centro di una distesa di Fiordalisi e di Papaveri, che punteggiano il campo di grano, agitato dal vento torrido; Fiordalisi e Papaveri si risvegliano per la luce e il tepore del sole e si impegnano in un Valzer vorticoso, per poi distendersi a terra esausti per il gran danzare e per il calore del sole. Una Barcarola accompagna le Naiadi, che recano l'acqua per rinfrescare i fiori: in realtà recano veli azzurri che simboleggiano il ruscello, la cui frescura è assai desiderata dai Fiori. Segue una Variazione per lo Spirito del Mais, che, poi, danza coi Fiori e le Naiadi. Entrano Satiri e Fauni suonando i loro tipici strumenti; minacciosi tentano di rapire lo Spirito del Mais, che è protetto dai Fiori. Quando questi stanno per soccombere, interviene Zefiro, che mette in fuga i nemici mentre l'Estate guida la Coda.
Tableau 4. Un paesaggio autunnale.
Le foglie ingiallite cadono dai rami degli alberi sulle Baccanti intente a danzare, poi il pezzo, noto come il Grande Bacchanale des Saisons, si sviluppa con l'entrata delle quattro stagioni, seguita da una variazione per l'Inverno, una per la Primavera, una per un Uccello, e una per Zefiro. Dopo un Adagio, le Baccanti, i Satiri, i Fauni e lo Spirito del Mais riprendono una danza frenetica e l'intero quadro si conclude con una Grand coda générale, mentre una pioggia di foglie morte cade sui danzatori.

Apotheosis. Il cielo scuro
Appaiono le stelle e le Costellazioni brillano in cielo illuminando la terra.

NOTA. Inizialmente a Riccardo Drigo era stato assegnato il compito di comporre la musica per il balletto Les Saisons, mentre quella per il balletto Les Milions dArlequin era stata commissionata ad Alexander Glazunov. Tuttavia ciascuno dei due musicisti, tra l’altro legati da amicizia, si sarebbe sentito maggiormente a proprio agio nell’affrontare il tema assegnato all’amico. Pertanto i due compositori si accordarono per scambiarsi i balletti assegnati: Les Millions d'Arlequin con coreografia di Marius Petipa e musica di Riccardo Drigo andò in scena, alla presenza della famiglia Imperiale, al Teatro Imperiale dello Hermitage il 23 Febbraio (10 Febbraio del calendario Giuliano) 1900, tre giorni dopo il debutto nella stessa sede de Les Saisons con coreografia ancora di Petipa su musica di Alexander Glazunov, composta nel 1898. Il 26 Febbraio (13 Febbraio del calendario Giuliano) successivo vennero presentati al pubblico per la prima volta tre balletti in un atto raccolti nella medesima serata: i due balletti di cui si è detto in questa Nota e Les Ruses dAmour, anch’esso su musica di Glazunov e coreografia di Petipa ([M], pagg. 99-100). Questo balletto aveva già debuttato in una rappresentazione privata davanti alla famiglia Imperiale al Teatro Imperiale dello Hermitage, come sarebbe avvenuto per gli altri due, ma poco prima, il 29 Gennaio (17 Gennaio del calendario giuliano) 1900 ([M], pag. 99).

Il balletto Les Saisons e gli altri due qui citati fanno parte di una serie di creazioni brevi, concentrate in un atto, alle quali sovente si rendeva necessario ricorrere per completare celebrazioni o manifestazioni, offerte dalla famiglia Imperiale in particolari ricorrenze di Stato e, a volte, in forma privata. Ciò era ad esempio accaduto per La Perle di Petipa su musica di Drigo, rappresentato nel 1896 al Teatro Imperiale Bolshoi di Mosca in occasione dell'incoronazione di Nicola II e, due anni prima, con Le Reveille de Flore con coreografia di Ivanov e forse Petipa su musica di Drigo per le nozze della Granduchessa Xenia Alexandrovna, figlia dello zar Alessandro II. Tuttavia queste creazioni erano di interesse anche per il pubblico, ma sembrava difficile programmarne delle recite in stagioni dominate da balletti a serata intera. Inoltre si era fatta avanti l'esigenza di sostenere le artiste russe, che, in genere, erano lasciate in secondo piano, poiché i ruoli principali venivano assegnati alle stelle italiane. Osserva John Wiley ([W] pag. 88) che queste creazioni tornarono preziose per incoraggiare i talenti locali con occasioni di sostanza, che cominciassero a creare un equo confronto con le italiane, particolarmente sostenute da certa critica. Verso la fine degli anni ’80, queste creazioni brevi entrarono in repertorio, presentate al pubblico in spettacoli che ne raccoglievano due o tre, già presentate in una circostanza privata, per adeguarsi alla durata degli altri balletti; ma, ciò che più interessa, venne deciso che, il più delle volte, tutti i ruoli fossero riservati ad artiste russe.

RIPRESE E ALTRE VERSIONI. Nel 1907 Nikolai Legat riprese il balletto al Marijnsky, ancora con la direzione di Riccardo Drigo, le scene di Lambin, ma i costumi di Alexander Golovin. Del nuovo cast si segnalano: Nikolay Solyannikov (Inverno), Agrippina Vaganova (Brina), Mikhail Obukhov (Zefiro), Vera Trefilova (Rosa), Olga Preobrazhenskaya (Spirito del Mais), Georgiy Kyaksht (Fauno), Anna Pavlova (Baccante). La produzione rimase in repertorio al Marijnsky anche dopo la Rivoluzione Russa e fu rappresentata fino al 1927. Una versione riassuntiva del balletto Les Saisons figurava sovente nei programmi che Anna Pavlova presentava durante le sue tournée e che ha reso celebre in tutto il mondo il Grande Bacchanale des Saisons. Nel 1924 Leonid Leontiev ha ripreso il balletto per il GATOB (già Balletto del Marijnsky, poi del Kirov). Al Bolshoi il balletto è stato messo in scena da A. Varlamov nel 1959.

LA VERSIONE CRANKO. Nel 1962 John Cranko ne diede una sua versione, completamente nuova, per lo Stuttgart Ballet a Stoccarda (per i dettagli che seguono si veda [BM], pag. 387). Mantenendo la musica di Glazunov e il tema delle stagioni, la versione Cranko rappresenta Estate e Autunno con due esuberanti passi a due di gran vigore e affida il ruolo dell'Inverno alla medesima ballerina che impersona, accompagnata dal partner, le due citate stagioni. Invece la Primavera è appannaggio di due soliste. Ciascuna di queste quattro parti vede, a fianco dei solisti, anche l'intervento del corpo di ballo, ma l'enfasi è sul virtuosismo degli interpreti principali. La versione Cranko ha debuttato il 15 Giugno 1962 al Wuerttenberg State Theater, a Stoccarda.

Frederick Ashton ha utilizzato parte della musica de Les Saisons per coreografare Birthday offering. Si segnala che il balletto nulla ha a che vedere con la precedente celeberrima opéra-ballet Les Saisons o Ballet des Saisons su musica di Jean-Baptiste Lully, libretto di Jsaac de Benserade, né con The Four Seasons di Jerome Robbins su musica di Giuseppe Verdi da I Vespri Siciliani, I Lombardi, Il Trovatore, né con The Seasons di Merce Cunningham su musica di John Cage.

 

Nelle immagini:
- Anna Pavlova come Baccante durante il Grande Bacchanale des Saisons da Les Saisons
- Alexander Glazunov
- Vera Trefilova